Multimedia arte e comunicazione castelfranco emilia

Prima del 1929, la città apparteneva alla provincia di Bologna. La superficie del comune risulta essere molto vasta rispetto alla media dei comuni circostanti: ciò è dato dalla decisione, assunta nel 1861, di accorpare a Castelfranco Emilia il territorio multimedia arte e comunicazione castelfranco emilia Piumazzo, fino a quel momento comune a sé stante della provincia di Bologna.

Castelfranco Emilia sorge nella pianura padana, tra Bologna e Modena. Il territorio comunale risulta essere molto ricco di acqua, in particolar modo è diffuso il fenomeno delle risorgive. In età romana la zona era conosciuta per i terreni paludosi. Vi sorgeva un centro nelle vicinanze della via Aemilia, nel circondario della più centrale Mutina, denominato Forum Gallorum. Leandro Alberti è il 1224, mentre secondo lo storico Alessandro Bacchi è il 1226.

Dal 1322 al 1325 Castelfranco Emilia viene comunque occupata dai modenesi appoggiati dai Visconti, i quali vi rimasero con alterne vicende fino al 1361. In relazione a questa situazione è stato coniato il termine triangolo della morte con vertici il capoluogo di Castelfranco Emilia e le sue frazioni di Manzolino e Piumazzo. Nel novembre del 2005 viene conferita la Medaglia d’argento al Valore Civile nel sessantunesimo anniversario dell’uccisione di 11 castelfranchesi da parte di soldati tedeschi durante il secondo Conflitto Mondiale. Nel 2006 è stato conferito al comune il titolo di “Città di Castelfranco Emilia” dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Centro occupato dalle truppe tedesche subì feroci rastrellamenti da parte delle SS, che catturarono numerosi suoi concittadini, in particolare contadini ed allevatori, sottoponendoli a sevizie e torture e massacrandoli brutalmente a raffiche di mitra.

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All’interno dell’area comunale troviamo la chiesa di Santa Maria Assunta, chiesa principale del capoluogo, in cui è esposto il dipinto dell’Assunzione di Maria di Guido Reni. La chiesa di San Giacomo Apostolo, a poca distanza dalla chiesa principale, la cui edificazione non è certa. Gli stranieri residenti nel comune sono 4. La maschera storica del paese è Tabaréin: un oste titolare di un’ipotetica locanda sita nella zona ovest della città. Tale figura è caratterizzata dall’avere una gobba e, per tale motivo, veniva sbeffeggiato dai propri concittadini col detto dialettale Tabréin gubèla cum vèla? Scuola elementare “Guglielmo Marconi”, costruita negli anni cinquanta.

Istituto Agrario e Enogastronomico “Lazzaro Spallanzani”: è un istituto superiore che si occupa della tutela dell’ambiente e delle trasformazioni dei prodotti agricoli e caseari. L’offerta formativa si finalizza al raggiungimento della qualifica di Agrotecnico e Perito agrario. 166 prestiti la biblioteca di Castelfranco si è posizionata nel 2011 al terzo posto in questa graduatoria nella provincia di Modena. Teatro Dadà, gestito dall’Emilia Romagna Teatro, ha sede in piazzale Curiel 26. Di proprietà del comune, ha una capienza di 371 posti, di cui 288 in platea e 88 in galleria.

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